lunedì 31 ottobre 2011

Un uomo chiamato cavallo


La storia del romano Bressani Francesco Giuseppe ha dell'incredibile. Nato a Roma il 06.05.1612 già da adolescente frequenta gli istituti scolastici dell'Ordine di Gesuiti nei quali successivamente entra a far parte occupandosi di letteratura, filosofia e matematica. Nel 1642, dietro sua insistente pressione, insieme ad altri confratelli, parte per l’America ad evangelizzare i territori del Canada precisamente la regione della Nouvelle France. In questa gelida regione, Francesco, trascorre due anni esplorando i territori di San Lorenzo durante i quali viene a contatto con le tribù di indiani Slave, Yellowknife, e Mountain. Vive per alcuni anni sino al 1644 nella regione del Quebec presso alcune tribù di Uroni dove apprende lingua, usi e costumi. Nell'aprile dello stesso anno nel corso di una imboscata da parte di una banda di guerrieri Irochesi, il gesuita italiano, è catturato insieme a un francese e ad un gruppo di Uroni battezzati. Gli Uroni sono immediatamente uccisi sul posto e privati dello scalpo mentre per Francesco inizia una tremenda esperienza. L'italiano, insieme alla guida francese, viene trasferito presso uno sperduto accampamento lungo il fiume Hudson, dove inizia un periodo di prigionia durante il quale è sottoposto ...continua

sabato 29 ottobre 2011

Una schiatta di veraci piemontesi alla conquista dello Utah


La famiglia Cardon trova nel Selvaggio West la terra promessa. L'iniziatore di questa avventura è Filippo Cardon che nasce a Prarostino in provincia di Torino nel 1801. Filippo, è un uomo di grande integrità morale e profondo conoscitore delle Sacre Scritture ma non è gradito dalle bigotte autorità locali a causa della sua fervente Fede Valdese. Per questa ragione nella primavera del 1854 è costretto all'esilio. La sua prima tappa è l'Inghilterra dove apprende i fondamenti della lingua inglese. Da Liverpool s'imbarca insieme ad altre famiglie italiane fra le quali i Bertoch, i Beus e i Pons, sul vascello Jonh M. Wood in partenza per le Americhe. Sbarcati a New Orleans, la piccola carovana italiana, è costretta a subire un periodo di quarantena a causa dell'epidemia di colera che infesta la città. I decessi sono così numerosi che non si fa nemmeno in tempo a seppellire i cadaveri i quali, nella speranza di fermare il diffondersi del contagio, vengono bruciati a cielo aperto. Passato il pericolo, Filippo e i suoi confratelli, si imbarcano su alcuni zatteroni a forma di rudimentali barconi con i quali affrontano le acque del Mississippi e del Missouri. Giungono nel piccolo villaggio fluviale di Westport . L'intrepido torinese e il suo gruppo familiare si aggrega ad una imponente carovana di Mormoni formata da circa 150 carri trainati da poderosi cavalli. con la quale raggiunge Salt Lake nello Utah. Si stabilisce con il seguito di Robert Campbell nella Contea di Weber dove vi rimane sino al 1858. Durante il viaggio i coloni affrontano, pericoli, disagi, sofferenze e privazioni con grande spirito di religioso sacrificio. Gli attacchi degli indiani, i furti di bestiame perpetrati dai razziatori e le scorrerie dei cowboy aizzati dagli allevatori mettono a dura prova la loro tenuta. E comunque, nonostante le vittime e le perdite di materiale, la grande carovana pur ridimensionata raggiunge Salt Lake nello Utah. In queste valli, simili ai paesaggi alpini, Filippo, diviene... continua

domenica 23 ottobre 2011

Dalla Val di Non alle Montagne Rocciose per fondare nuove città


Che un uomo lasci la sua amata terra nella splendida Val di Non per raggiungere i selvaggi ed inesplorati territori del nuovo mondo è un impresa che a dir poco ha dell'incredibile. Questa è l'avventurosa storia di un cittadino del Trentino che all'inizio dell'ottocento spinto da una infrenabile sete di conoscere si trasferisce nell'estremo ovest americano. Bertoldo Bartolomeo ( nei libri di storia americani Berthold Bartholomew) nasce a Mocenigo, piccola frazione di Rumo in provincia di Trento, nel dicembre del 1780. Egli è un giovane intraprendente negli affari ed abile uomo d'armi che si arruola nelle milizie del lombardo- veneto per opporsi all'invasione di Napoleone dell'Italia. Nella sanguinosa battaglia di Marengo, Bartolomeo, è gravemente ferito al volto da un potente fendente che, nonostante le cure, gli sfregia in modo permanente il giovane volto. Al termine dell'avventura napoleonica, Bartolomeo, all'età di diciannove anni e precisamente il 17 giugno del 1789, lascia l'Italia  ... continua