domenica 4 agosto 2013

Italiani nei Reggimenti Coloniali Francesi - Les Troupes de la Marine

Nell corso del XVII secolo molti italiani si arruolano nei Reggimenti Coloniali Francesi denominati Troupes de la Marine. Essi sono uomini d'armi, rampolli di nobili famiglie decadute, rivoluzionari, ribelli ed oppositori all'occupazione spagnola che si avventurano sulle acque dell'oceano in cerca di nuove opportunità. Di questi uomini si son perse le tracce. Le loro gesta e il loro contributo di colonizzatori si sono smarriti negli immensi e gelidi territori delle colonie nordamericane.
Antonio Crisafi nasce a Messina in una famiglia di nobile casato. A causa di problemi di carattere politico derivanti dall'insurrezione contro gli spagnoli che all'epoca occupano la Sicilia,  Antonio, perde i suoi diritti sul notevole patrimonio familiare e per evitare la forca fugge in esilio in Francia. Qui, insieme al fratello Tommaso è "invitato" a partire per il Canada. Al seguito di quattro compagnie di soldati regolari sbarca nel Quebec. E' il 1686, quando, inquadrato nelle Troupes de La Marine, prende parte ad una missione contro gli Indiani Seneca, i quali, alleati degli inglesi, attaccano gli avamposti delle compagnie mercantili francesi. Le qualità militari, il coraggio, l'audacia e l'ardimento di Antonio sono presi come esempio dal Governatore De Seignelay il quale, ben impressionato, lo nomina ufficiale. Il governatore arriva ad affermare che non vi è ufficiale più capace di Antonio Crisafi per comandare un forte di cento soldati. Per questo motivo gli viene affidato il comando di Fort Niagara del quale riorganizza le fortificazioni. In questa circostanza mette in evidenza una notevole esperienza e competenza in materia militare. Lungo la linea di  confine, Antonio, è costantemente impegnato a respingere gli attacchi dei gruppi combattenti indiani ostili e nello stesso tempo si difende dalle continue aggressioni inglesi che mirano ad impossessarsi dei territori delle colonie francesi. Dopo anni di onorevole ed eroico servizio per i francesi, l'italiano, ormai chiamato Marquis de Crisafy è nominato colonnello. Si distingue in modo particolare quando il Governatore gli affida il comando delle truppe di Sault S.L. Nella circostanza, usando astuzia ed intelligenza fa fallire il piano degli Irochesi tendente a distruggere l'avamposto francese. La fiducia che il Governatore ha in Antonio è illimitata tanto che gli viene ordinato di costruire un forte di Onongada per permettere ai barconi dei cacciatori francesi (Trappers) di svernare e di approvvigionarsi di viveri, munizioni, tabacco trinciato e alcool. Alla fine di questo ulteriore impegno di intrepido pioniere ed esploratore  è nominato Governatore di Montreal e comandante militare di tutto il Quebec inoltre gli viene affidato il territorio denominato Trois – Reviére. Il  siciliano diviene a giusta ragione una delle figure più importanti di tutta la Nouvelle France ed è riconosciuto come uno dei più proficui colonizzatori della regione. Il marchese Antonio Crisafi muore nella sua nuova patria a Trois- Rivièere nel luglio del 1706.
Lo stesso destino di Tommaso Crisafi fratello di Antonio.
Tommaso, nasce a Messina nel 1630 e segue le orme del fratello. Intorno al 1684/1685, Thomas de Crisafy, nome che assume in America, è al comando di un piccolo distaccamento di truppe coloniali francesi che opera lungo la linea di confine con il Montana. Nel 1690 è protagonista di una azione eroica. Si racconta che, il comandante Thomas, alla testa di un reparto di soldati e trappers percorre un lungo tragitto selvaggio ed inesplorato con lo scopo di portare aiuto ad alcune famiglie di coloni assediate da indiani ostili  in una fattoria. Dopo un interminabile cammino tra vecchi sentieri e nuove piste, gli uomini guidati da Tommaso, giungono a destinazione e con armi in pugno mettono in fuga il nutrito gruppo di guerrieri Irochesi salvando l'intera comunità di coloni da un sicuro massacro. L'anno successivo è al comando di un distaccamento militare ad Oneida. Tommaso, mostra doti di comando, di acume strategico e militare che gli valgono la fiducia del Governatore che gli affida il comando del Forte Cataracoui. Nonostante anni di encomiabile servizio caratterizzato da un grande senso di fedeltà e di lealtà verso la corona francese, Tommaso, non riesce ad ottenere dal governo quel sodalizio che gli permetterebbe di vivere decorosamente. Per questo motivo, al termine della carriera militare, sfruttando la sua ampia esperienza di conoscitore dei territori situati su tutta la frontiera diviene guida- scout e abile cacciatore. Si mette al servizio del fratello Antonio per combattere gli Irochesi e gli Uroni instaurando e facilitando alleanze con le tribù indiane  dei Nez Percé,  Flathead,  Cayuse  e Carrier con i quali commercia pelli e pellicce. In breve tempo diviene un importante riferimento per le compagnie mercantili alle quali fornisce pelli di marmotte, castori, cervi e camosci. La sua morte viene registrata a Montreal nel 1696.
Piero Di Lietto oltre ad essere Capitano delle Troupes De la Marine  francesi è anche Agente per gli Affari Indiani. Cugino del ben più famoso esploratore Tonti, nasce a Napoli intorno al 1661. Nel 1685, è costretto ad abbandonare Napoli in seguito ad una rivolta contro i spagnoli che fallisce miseramente. In compagnia del cugino Alfonso Tonti, si imbarca da Marsiglia tra le file di un  distaccamento di truppe coloniali francesi per il nuovo mondo. Sbarca nella regione di Novelle France o New France dove raggiunge il forte Saint- Louis comandato da Enrico Tonti. Nel forte francese, il giovane napoletano, dopo un breve periodo di ambientamento viene inviato in missione in un accampamento di indiani Illinois con i quali instaura rapporti di amicizia e collaborazione. Lo scopo della convivenza con la tribù indiana è quello di assimilarne gli usi, i costumi e la lingua. I progressi di Piero sono tali che dopo circa tre anni riceve l'incarico di occuparsi del trasferimento strategico delle tribù Illinois che gravitano intorno a Forte Sait- Louis. Nella circostanza è comandante della piazza d'armi di Chicago ed è nominato Agente per gli Affari Indiani. Gli indiani alleati ai francesi sono molto importanti per le compagnie mercantili in quanto essi forniscono oltre alle pelli ed il pellame da inviare sui mercati d' Europa anche il controllo dei territori di confine. Piero, quindi, è impegnato a convincere gli Illinois e gli Miamis, in perenne guerra tra loro, a stipulare un accordo di pace. Solo in questa maniera le due tribù possono opporsi ai potenti indiani Foxes alleati degli inglesi. Piero, fornisce alle tribù amiche armi, munizioni, viveri ed addestra i giovani guerrieri a tecniche di guerriglia che ben presto danno ottimi risultati. Infatti, in breve tempo, le tribù ostili dei Foxes vengono sconfitte e gli inglesi sono costretti a stipulare una tregua che permette ai francesi di riprendere possesso delle proprie colonie e a ridisegnarne i confini. Nel 1717, il territorio degli Illinois è annesso alla Louisiana. Piero, in qualità di agente indiano, è impegnato ad aiutare gli indiani amici che ormai decimati ed indeboliti dalle continue guerre sono sottoposti ad umiliazioni, soprusi e privazioni. Purtroppo, a seguito della nomina a capitano  è costretto ad abbandonare gli indiani per prendere il comando di un fortilizio al confine con il Canada. Questo gli provoca molto dispiacere. Egli ha grande nostalgia degli amici indiani dei quali non può più fare a meno, quindi, con grande coraggio e fermezza, rassegna le dimissioni e si ritira dall'esercito. Torna nei territori indiani e riprende ad occuparsi degli Illinois, Miamis e Natchez. Da questo momento si perdono le tracce di Piero Di Lietto, pioniere napoletano, nelle terre del nord sul confine canadese. Non è da escludere che il napoletano abbia terminato la propria vita intorno al fuoco in una tenda indiana insieme alla sua squaw Illinois. Piero Di Lietto muore, si suppone, nel 1728.
Anche Di Lietto (Tonti) Carlo, discendente diretto delle due note famiglie di esploratori napoletani, ha un importante esperienza nelle terre di confine americano. Nasce il 13 maggio del 1697 e già nel 1720 a ventitré anni è nominato ufficiale delle truppe francesi di stazza nella Louisiana. Subito dopo la nomina è assegnato alla compagnia del Comandante Pierre de Artguitte con il quale compie, per diversi anni, un servizio di controllo nei territori compresi fra l'Illinois e il Missouri. Tra il 1722 e il 1723, durante una licenza, visita il Canada dove incontra e sposa una giovane donna dalla quale ha un figlio. La coppia si stabilisce a Chambly città nella quale avviene la prematura morte del piccolo figlio. Il triste episodio segna profondamente l'italiano il quale abbandona la moglie e la tranquilla vita familiare per raggiunge i grandi boschi del nord. Dieci anni dopo ottiene un nuovo incarico presso Fort de Chartres situato sul confine canadese-americano. Qui in compagnia della sua nuova moglie, Carlo, conduce una vita tranquilla e serena anche perchè nei pressi dei territori del forte si vive sufficientemente bene e al sicuro. Infatti, i vecchi documenti del censimento raccontano che la coppia è proprietaria di una casa, di un orto, di due vacche e di due maiali. Negli anni successivi, Carlo, è il vice comandante di un forte militare situato in una aspra regione di confine nella località di Green Bay nel Wisconsin. Le ottime capacità di comando, l' esperienza militare e le profonde conoscenze degli usi e dei costumi delle tribù indiane dei Cree, dei Carrier e dei Mountain, procurano al pioniere altri impegnativi incarichi. E' nominato comandante di un importantissimo avamposto militare situato in una sperduta regione compresa tra i Grandi Laghi e il Mississippi. Il piccolo forte ha una funzione vitale per le comunità francese. Infatti, i militari del forte comandati dal giovane napoletano, compiono operazioni a protezione delle attività di caccia ed esplorazione dei nuovi territori. Gli uomini di Carlo devono difendere gli accampamenti dai gruppi guerrieri di indiani Shoshoni che, spinti dal freddo e dalla fame, attaccano i cacciatori in cerca di facili bottini. Al termine dell'incarico, portato avanti con successo, il pioniere Carlo Di Lietto Tonti, ottiene il prestigioso incarico di comandare per qualche tempo lo storico Fort Frontenac nei pressi di Kingston nell'Ontario. Alla fine di questa ulteriore missione si ritira a Montreal dove presta servizio nella fortezza della città. Qui, all'età di cinquantadue anni, colpito da polmonite, Carlo Di Lietto Tonti, il pioniere di sangue napoletano, muore il 9 luglio del 1749.

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