martedì 7 agosto 2012

I giornali del Vecchio West

Dal “ Daily Alta CaliforniaSan Francisco - Domenica, 17 Settembre 1871
Sparatoria in città
Venti minuti dopo le 22,00 la scorsa notte, un italiano di nome Francesco Turco ha sparato due colpi di pistola al suo connazionale Pietro Massol. Uno dei colpi si è conficcato nel braccio destro sopra il gomito di Massol procurandogli una profonda ferita. La sparatoria si è verificata su Pacific Street, tra Montgomery St. e Kearny St. Le cause della sparatoria non sono note. Dopo un primo colpo andato a vuoto, il Turco, ne ha sparato un secondo con il quale colpiva il bersaglio. La pallottola, come già detto, si è conficcata nel braccio destro del Massol provocando una ferita dalla quale scorreva abbondante sangue. Lo Sceriffo Seybold sentito gli spari si recava sul posto accompagnato dagli agenti Smith e Ward. Sul luogo ha trovato il Massol sanguinante mentre non vi era nessuna traccia del suo aggressore. Il Turco, inseguito dagli agenti, veniva catturato all'angolo di Montgomery Street e Pacific Street. L'arrestato è risultato non essere in possesso di arma da fuoco e si è dichiarato estraneo all' episodio. I due venivano accompagnati nel carcere della città dove al Massol veniva estratta la pallottola dal braccio. L'Ufficiale Seybold successivamente ha trovato la pistola a un centinaio di metri di distanza dal luogo dell'aggressione. La pistola di fabbricazione francese era una sei colpi di cui due pallottole risultavano sparate mentre le altre quattro erano ancora inesplose. I due arrestati non erano sotto gli effetti di alcool ma non hanno voluto dichiarare le ragioni dello scontro. L'ufficiale Seybold indaga.

dal “Daily Alta California” - San Francisco -  14 Novembre 1859
Uccisi dagli Indiani
Giovedì scorso tre minatori italiani sono stati uccisi dagli indiani nei pressi di Fisberies sul fiume Fraser. La loro imbarcazione, già saccheggiata del carico, è stata recuperata da un indiano non ostile che l'ha trasportata a New Westminster. Qui, dopo una breve indagine, sono stati trovati i corpi senza vita di due dei tre minatori uno dei quali era legato all'albero della imbarcazione con tre pallottole nel corpo. Il terzo uomo, ancora vivo, è stato trasportato alle baracche del campo di Westminster dove è spirato alcuni istanti dopo.

Dal Daily Alta California “- San Francisco – Domenica -  15 Giugno 1879
Come l'italiano trova l'oro.
Quattro anni fa due giovani italiani si imbarcano da Napoli per la California nella speranza di far fortuna. Arrivati al Golden Gate ai due viene consigliato di trasferirsi a Downieville in Sierra Buttes dove nelle miniere vi è una grande richiesta di manodopera specializzata. Durante il viaggio uno dei due giovani si ammala e, costretto a rinunciare al viaggio, trova accoglienza in una fattoria. L'altro giovane invece prosegue il viaggio. Giunto a destinazione, nonostante l'impegno e le miti pretese, non riesce a trovar lavoro. Il mancato impiego è causato non tanto dal fatto che non conosce l'inglese ma quanto dal fatto che egli non è a conoscenza della terminologia del minatore. Dopo numerosi tentativi senza esito il giovane decide di tornare indietro. Giunto nei pressi di Downieville, ormai sfiduciato, stanco e con i piedi dolenti comincia a desiderare di tornare nella sua amata Italia tra le floride vigne e i freschi uliveti. Con in mente tutte queste pene e turbamenti si ferma ad una sorgente per bagnarsi la testa e dare sollievo all'arsura della gola. Poco tempo prima che l'italiano arrivasse alla sorgente una mandria di bestiame si era fermata a dissetarsi e con gli zoccoli aveva trasformato l'acqua limpida e fresca in una pozza di fango. Il giovane italiano non si perde d'animo e scava al lato della sorgente un piccolo e profondo bacino. In questo fosso confluisce dell'acqua sporca che una volta purificata dai detriti e dal fango avrebbe permesso al giovane di placare la sete e di bagnare la fronte. Difatti dopo qualche ora l'acqua diviene limpida come cristallo e quindi il giovane si china per bere. In quello stesso momento trasale e rimane sorpreso ed abbagliato dalla magnifica visione. Il fondo del piccolo bacino è cosparso di particelle luminose e bionde che brillano alla luce del sole. Nonostante la sua ignoranza in fatto di miniere comprende di aver trovato un ricca vena aurifera. Raccoglie una manciata di pagliuzze dal fondo del fosso per un valore di circa 4 o 5 dollari e si precipita in un campo più a valle dove vivevano alcuni suoi connazionali. A questi racconta della sua scoperta e nello stesso tempo invita tutti ad aiutarlo nel lavoro di estrazione di cui lui sa di essere ignorante. I minatori sono scettici ed increduli. Essi affermano che molti altri cercatori d'oro si sono fermati in precedenza a quella sorgente senza mai trovare tracce di oro. Comunque un minatore che sembra essere il più gentile che simpatizza per gli emigranti dice che l'avrebbe aiutato anche se non credeva che l'impresa sarebbe stata redditizia. Durante il primo giorno di lavoro viene estratto oro per 700 dollari. Da quel giorno in poi il gruppo di soci minatori ha lavorato costantemente e proficuamente in larga scala. Lo scorso anno 1878 è stato estratto oro per 40.000 dollari. Attualmente l'italiano sta dotando la miniera di un moderno sistema idraulico di drenaggio. Questa storia si legge come un bel romanzo e non c'è modo di scoprire se è vera o falsa. Questa domanda resterà sempre senza risposta nonostante gli abitanti di Downieville si siano presi la briga di indagare.

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