Marchisi Jean Baptiste
Dal Piemonte all'America: l'odissea di Jean Baptiste Marchisi
Torino,
10 febbraio 1788 – Utica, New York, Ottocento inoltrato. In mezzo, tre
eserciti, una prigionia, un naufragio mancato, 32 giorni di foresta canadese e
una formula che valeva una fortuna.
Il
ragazzo che aveva visto Napoleone
A
diciotto anni Jean Baptiste Marchisi lascia Torino dove è nato il 10 febbraio
del 1788, e si arruola nell'esercito
francese. Non fa il fante qualunque: diventa sergente furiere, l'uomo delle
paghe. È un ruolo di fiducia, che lo porta vicino agli ufficiali e, qualche
volta, vicino all'Imperatore stesso. Da vecchio, davanti al camino della sua
casa americana, racconterà ancora agli amici quegli incontri. Non con enfasi,
ma con il dettaglio preciso di chi ha visto Napoleone fermarsi negli ospedali
da campo a parlare con i soldati feriti. Quell'immagine gli resterà addosso per
tutta la vita.
Prigioniero
a Messina
Nel
1809, Giovanbattista Marchisi, è
imbarcato su una fregata francese. Una tempesta violenta la spinge sotto i
cannoni del forte britannico di Messina. Per non affondare, il comandante si
arrende. Marchisi finisce nelle segrete della fortezza. Il carcere è freddo, il
rancio scarso, i compagni muoiono uno dopo l'altro. Alla fine gli inglesi gli
offrono un patto: la libertà in cambio dell'arruolamento. Lui si consulta con
gli altri superstiti. Non è tradimento, è sopravvivenza. Accettano. Gli
inglesi, riconoscendo la sua esperienza, gli confermano lo stesso grado:
sergente pagatore. Cambia la divisa, non il mestiere.
32
giorni verso il ghiaccio
Da
prigioniero graziato a soldato di Sua Maestà, Marchisi viene spedito in Canada.
Ci ha lasciato un resoconto vivido di quel trasferimento: 32 giorni di marcia
verso il Quebec, attraverso un territorio aspro, battuto da gelidi venti e dalle scorrerie delle bande dei nativi che rendevano ogni miglio una
scommessa. Arriva a Fort George, vicino a Kingston, in Ontario. Lì continua a
tenere i conti dell'esercito, perfeziona l'inglese — che si aggiunge
all'italiano, al francese e al tedesco che già parla con disinvoltura — e vive
in prima persona la guerra anglo-americana del 1812, quando il forte viene
conquistato dagli americani. È il terzo esercito che lo vede in uniforme.
Utica:
da sergente a speziale
Congedato
dopo la sconfitta britannica, Marchisi non torna in Europa. Scende nello Stato
di New York e si ferma a Utica, nella contea di Oneida. Utica allora non è una
città. È un villaggio con una sola Main Street senza marciapiedi, dove spicca
un unico edificio di mattoni. Lui rispolvera un sapere antico, imparato da
adolescente in Piemonte: l'arte dello speziale. Entra nella bottega del dottor
Hull e ci resta quasi dieci anni. In quel periodo, in una semplice cerimonia
davanti al giudice Miller di Whitestone, diventa cittadino americano. Poi apre
la sua farmacia. E qui la storia cambia passo.
Il successo e la fama
Inventa
una formula per le malattie dell'apparato urinario femminile e la chiama
"Catholicon". Vende il diritto di sfruttamento del “miracoloso” medicinale
alla ditta Howarth & Ballard per
10.000 dollari, una cifra enorme per l'epoca. Quella vendita lo rende ricco e
famoso in tutta la regione.
Un
piemontese tra i padri fondatori
Marchisi
non è più il soldato errante. Mette radici. Sposa una donna americana, che lo
rende padre di ben tredici figli, e vive fianco a fianco con le altre famiglie
pioniere di Utica: gli Ostrom, i Clark, i Barnum, i Seward, i Camp, i Merrell,
i Kirkland. Marchisi, non si chiude in bottega. Per tredici anni è volontario
nella Lafayette Fire Company, diventa membro a vita della Utica Mechanics'
Association e azionista fondatore della Utica Female Seminary, la scuola che
avrebbe formato generazioni di giovani donne.
Da
Torino a Napoleone, da Messina a Kingston, da Fort George a una Main Street di
fango: la vita del piemontese
Giovanbattista Marchisi sembra un gran bel romanzo d'avventura.
Fonti: History of Oneida County: New York with illustrations and biographical sketches
Monongalia Mirror del 19.11.1853
italianinelselvaggiowest.blogspot.com
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