domenica 10 maggio 2026

Marchisi Jean Baptiste

Marchisi Jean Baptiste

Dal Piemonte all'America: l'odissea di Jean Baptiste Marchisi

Torino, 10 febbraio 1788 – Utica, New York, Ottocento inoltrato. In mezzo, tre eserciti, una prigionia, un naufragio mancato, 32 giorni di foresta canadese e una formula che valeva una fortuna.

Il ragazzo che aveva visto Napoleone

A diciotto anni Jean Baptiste Marchisi lascia Torino dove è nato il 10 febbraio del 1788,  e si arruola nell'esercito francese. Non fa il fante qualunque: diventa sergente furiere, l'uomo delle paghe. È un ruolo di fiducia, che lo porta vicino agli ufficiali e, qualche volta, vicino all'Imperatore stesso. Da vecchio, davanti al camino della sua casa americana, racconterà ancora agli amici quegli incontri. Non con enfasi, ma con il dettaglio preciso di chi ha visto Napoleone fermarsi negli ospedali da campo a parlare con i soldati feriti. Quell'immagine gli resterà addosso per tutta la vita.

Prigioniero a Messina

Nel 1809, Giovanbattista Marchisi,  è imbarcato su una fregata francese. Una tempesta violenta la spinge sotto i cannoni del forte britannico di Messina. Per non affondare, il comandante si arrende. Marchisi finisce nelle segrete della fortezza. Il carcere è freddo, il rancio scarso, i compagni muoiono uno dopo l'altro. Alla fine gli inglesi gli offrono un patto: la libertà in cambio dell'arruolamento. Lui si consulta con gli altri superstiti. Non è tradimento, è sopravvivenza. Accettano. Gli inglesi, riconoscendo la sua esperienza, gli confermano lo stesso grado: sergente pagatore. Cambia la divisa, non il mestiere.

32 giorni verso il ghiaccio

Da prigioniero graziato a soldato di Sua Maestà, Marchisi viene spedito in Canada. Ci ha lasciato un resoconto vivido di quel trasferimento: 32 giorni di marcia verso il Quebec, attraverso un territorio aspro, battuto da gelidi  venti e  dalle scorrerie delle bande  dei nativi che rendevano ogni miglio una scommessa. Arriva a Fort George, vicino a Kingston, in Ontario. Lì continua a tenere i conti dell'esercito, perfeziona l'inglese — che si aggiunge all'italiano, al francese e al tedesco che già parla con disinvoltura — e vive in prima persona la guerra anglo-americana del 1812, quando il forte viene conquistato dagli americani. È il terzo esercito che lo vede in uniforme.

Utica: da sergente a speziale

Congedato dopo la sconfitta britannica, Marchisi non torna in Europa. Scende nello Stato di New York e si ferma a Utica, nella contea di Oneida. Utica allora non è una città. È un villaggio con una sola Main Street senza marciapiedi, dove spicca un unico edificio di mattoni. Lui rispolvera un sapere antico, imparato da adolescente in Piemonte: l'arte dello speziale. Entra nella bottega del dottor Hull e ci resta quasi dieci anni. In quel periodo, in una semplice cerimonia davanti al giudice Miller di Whitestone, diventa cittadino americano. Poi apre la sua farmacia. E qui la storia cambia passo.

Il successo e la fama

Inventa una formula per le malattie dell'apparato urinario femminile e la chiama "Catholicon". Vende il diritto di sfruttamento del “miracoloso” medicinale  alla ditta Howarth & Ballard per 10.000 dollari, una cifra enorme per l'epoca. Quella vendita lo rende ricco e famoso in tutta la regione.

 

Un piemontese tra i padri fondatori

Marchisi non è più il soldato errante. Mette radici. Sposa una donna americana, che lo rende padre di ben tredici figli, e vive fianco a fianco con le altre famiglie pioniere di Utica: gli Ostrom, i Clark, i Barnum, i Seward, i Camp, i Merrell, i Kirkland. Marchisi, non si chiude in bottega. Per tredici anni è volontario nella Lafayette Fire Company, diventa membro a vita della Utica Mechanics' Association e azionista fondatore della Utica Female Seminary, la scuola che avrebbe formato generazioni di giovani donne.

Da Torino a Napoleone, da Messina a Kingston, da Fort George a una Main Street di fango: la  vita del piemontese Giovanbattista Marchisi sembra un gran bel romanzo d'avventura.

Fonti: History of Oneida County: New York with illustrations and biographical sketches 

Monongalia Mirror del 19.11.1853

italianinelselvaggiowest.blogspot.com

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