È il 1812 quando Albert Tresconi nasce in una cittadina tra la Liguria e la Toscana, località indicata nei testi americani con il nome di “Isqurango, Valle del Trono, Italy”. Non ha ancora vent’anni quando attraversa l’oceano per raggiungere le terre americane. Si stabilisce inizialmente a Memphis, nel Tennessee. Tuttavia, la sua ambizione non è mai sazia: intraprende un lungo viaggio esplorativo attraverso il Messico, spingendosi fino in California, dove arriva nel 1841 in sella al suo cavallo. Una volta a Monterey, Albert — che ormai si fa chiamare Trescony — rispolvera le vecchie conoscenze artigianali apprese in Italia. Si improvvisa lattoniere, specializzandosi nella fabbricazione di pentole, utensili ed attrezzi per i cercatori d’oro. Alla guida di un carro trainato da possenti buoi, raggiunge i campi minerari più remoti, vendendo i suoi prodotti a minatori affamati di strumenti. L’attività è un successo e, con lo sguardo rivolto al futuro, Albert decide di capitalizzare i guadagni investendo nella terra. Il primo acquisto riguarda 160 acri nei pressi di Salinas, dove edifica un albergo e una stazione di posta e sosta per le diligenze. Dotato di uno straordinario fiuto per gli affari, intuisce l’arrivo imminente della ferrovia e, al momento opportuno, vende la proprietà realizzando un profitto eccezionale. La scalata continua: nel 1862 acquista la concessione terriera di San Lucas, una distesa di 8.100 acri, seguita poco dopo dalla concessione di San Bernardo che gli porta in dote altri 4.440 acri. Ma Albert non è solo uno speculatore: è un uomo che vive la terra. Nell’attesa che gli investimenti maturino, crea un ranch immenso dove arriva ad allevare fino a 25.000 ovini. Anche questa iniziativa si rivela essere un gran successo sino a quando una tremenda siccità colpisce la zona, il disastro sembra inevitabile. Circa 2.500 pecore muoiono, ma la previdenza di Albert trasforma la tragedia in una risorsa: conserva le pelli nella vecchia missione di Soledad e, l’anno seguente, le rivende a 2,5 dollari l’una. Quell'esperienza gli insegna che allevare ovini richiede una grande attenzione e cura; così, si converte all'allevamento di bovini e di cavalli, un settore in cui ottiene un successo strepitoso. Nonostante le peripezie, l’avventurosa vita e i pericoli scampati, Albert mantiene una salute di ferro e una solida lucidità mentale che lo accompagna sino in tarda età. La morte lo coglie nel 1892, a 80 anni. Lascia dietro di sé una vita leggendaria e tre figli, tra cui Julius A., che continua con determinazione la sua opera di colonizzazione. Albert Trescony è ricordato anche come l’uomo che per primo importa in California Un tavolo da biliardo e una cassaforte.

Nessun commento:
Posta un commento